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Le Franz chiacchiere

perchè io parlo molto...

equilibriarte.org : Francesco Filippo : blog

Chris Cunningham

da un articolo di Nino G. D’Attis:

Musicista, videomaker, autore di spot pubblicitari spregiudicati e memorabili (Mental Wealth, per la Sony Playstation, ha ricevuto nel 2000 il Premio D&AD - Television & Cinema Advertising Crafts: Special Effects).

Transbiomorfosi, androidi, clonazioni, scenari da science-fiction parossistica commentati dalla migliore ‘braindance music’ del nuovo millennio. La macchina da presa di Cunningham scandaglia nel buio fino ad annullare ballardianamente gli ordini di umano e artificiale. È una macchina che cerca ectoplasmi, estremità virtuali, l’imprevedibilità generata da un’epoca in cui tutto è esposto agli occhi, ogni cosa è visibile. Corpo e tecnologia, membra e oggetti carichi di elettricità: il linguaggio è forte, sfrutta il desiderio e l’angoscia, le nuove sociopatologie ma anche un’ironia gelidamente british che ha di sicuro un antecedente nelle visioni di Terry Gilliam quando gioca con un’icona come Leonardo Di Caprio nello spot commissionato da Telecom Italia o con la modella aliena Fi-Fi inserita in un contesto da ‘reality show’ nel succitato commercial Sony Playstation.

Nato a Reading nel 1970, Cunningham ha debuttato giovanissimo prima nel fumetto, disegnando le storie di Judge Dredd, poi nel cinema in qualità di tecnico degli effetti speciali, accumulando consulenze per Clive Barker (Cabal, 1989), David Fincher (Alien³, 1992) e per Stanley Kubrick che nel 1995 ‘sequestrerà’ il giovane talento chiedendogli di affiancarlo nella preparazione di A.I., progetto poi sciaguratamente ultimato da Steven Spielberg. Di questa fase, è rimasto famoso il commento rilasciato alla rivista francese Premiere: “Mi disse: non sei autorizzato a parlare di quello su cui stai lavorando neanche alla tua ragazza. Poi tutto quanto fu archiviato quando decise di fare Eyes Wide Shut.”
Benché da tempo interessato a firmare un lungometraggio, Cunningham non vuole evidentemente correre il rischio di fare passi falsi di qualsiasi tipo. Non ha la fretta di Robert Longo o del Tarsem di The Cell (2000) e di certo non lo riempirebbe di gioia l’ipotesi di ritrovarsi a dirigere un film controllato da altre menti al di fuori della sua. È per questo che da anni abbiamo notizie di almeno due progetti in lenta fase di sviluppo: Neuromancer, dal romanzo di William Gibson (coinvolto nella sceneggiatura) e Ranx (l’altro titolo di lavorazione è Happy birthday, Lubna), ispirato al celebre fumetto Ranxerox di Stefano Tamburini e Tanino Liberatore. Dopo aver rinunciato all’idea di dedicarsi a uno script da A Scanner darkly di Philip K. Dick, il trentatreenne regista ha ottenuto un finanziamento di 95.300 sterline dall’UK Film Council utile alla pre-produzione di Ranx, sceneggiato insieme a Gordy Hoffman e prodotto da Fernando Sulichin e Jim Wilson per la Film Four.

Zbigniew Rybczynski

Da varie fonti e interessi sono venuto a conoscenza di quest'uomo, un genio che vorrei far conoscere a tutti voi.

Zbig Rybczynski nasce in Polonia, a Lodz, nel 1949. Qui frequenta l’Accademia di Cinematografia e realizza i suoi primi lavori, i cortometraggi Kwadrat e Take five. Dopo qualche anno di gavetta, nel 1977 Zbig si trasferisce a Vienna, chiedendo anche asilo politico dopo il colpo di stato di Jaruzelski in Polonia. Qui realizza Weg Zum Nachbarn e Mein Fenster oltre al pluripremiato Tango (1980) che gli consegnerà fama e notorietà. Trasferitosi negli Stati Uniti, fonda la sua casa di produzione, la Zbig Vision, lavora ai suoi primi video in alta definizione (Steps nel 1987, L’Orchestre nel 1990, Kafka nel 1992) e realizza alcuni videoclip musicali (da ricordare Closet to the Edit degli Art of Noise, vincitore di tre Mtv Award nel 1986). Dopo l’esperienza americana, Zbig si trasferisce in Germania, prima a Berlino, dove approfondisce le tecniche di computer graphics applicate al video e poi a Colonia, dove insegna all’Accademia di Arti Mediali. Nel 2001 si trasferisce nuovamente negli Stati Uniti, dove attualmente risiede.

Da un articolo di Maurizio G. De Bonis:
"E’ fuor di ogni dubbio il fatto che Zbigniew Rybczynski sia uno dei più acuti sperimentatori nell’uso del linguaggio audiovisivo. La sua grandezza non consiste solo in un approccio denso di curiosità nei confronti dello sviluppo tecnologico ma anche, e soprattutto, nella sua capacità di piegare la perizia nell’uso di strumentazioni sempre più moderne al servizio della poesia. In tal senso, Rybczynski è un autore costantemente in avanti rispetto al lavoro dei suoi colleghi. Il suo sguardo non è mai volto all’indietro, il suo spirito creativo sempre teso verso aperture culturali ed intellettuali assolutamente innovative.
E’ dunque uno spirito libero che, nonostante il trasferimento negli Stai Uniti, non ha mai cercato, almeno fino ad oggi, una facile realizzazione professionale in una cinematografia di tipo commerciale. Ciò che interessa a questo videomaker-regista è far evolvere il proprio stile e il proprio percorso artistico in parallelo ai cambiamenti che la tecnologia gli presenta. La sua, dunque, è un’operazione che viene messa in pratica nell’ambito di un linguaggio, quello audiovisivo, che gli offre spunti creativi incredibili e che contemporaneamente si nutre delle sue invenzioni.

A Rybczynski interessa la rappresentazione di un’azione dinamica in uno spazio circoscritto, cioè l’articolazione complessa di movimenti multipli in ambienti apparentemente quasi claustrofobici. Non si tratta solo di uno sterile esercizio tecnicistico ma di una sorta di analisi delle varianti esistenziali all’interno di un luogo nel quale la vita può fluire secondo comportamenti diversi e contrastanti. Questa intenzione è visibile chiaramente in Tango, cortometraggio nel quale l’intreccio sovrabbondante e "barocco" di azioni permette di affrontare un discorso filosofico sull’esistenza, sul senso e sull’essenza della realtà, tema trattato tra l’altro anche nel bellissimo Nuovo libro (Nowa ksiazka). In questa prova, il regista suddivide lo schermo in nove piccole inquadrature collegate direttamente da un’unica azione che si sviluppa narrativamente in modo assolutamente logico.
In Steps (1987), il linguaggio audiovisivo viene scomposto e ricomposto da Rybczynski intrecciando la mitica sequenza della scalinata de La corazzata Potëmkin di Sergej Ejzeštejn con materiale girato dallo stesso autore polacco. In sostanza la storia codificata del linguaggio cinematografico viene ampliata sfruttando i nuovi strumenti messi a disposizione del moderno cineasta."

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la rabbia

questo è un post rabbioso.
mi tremano le mani mentre lo digito.
vorrei prendere questo maledetto negozio e raderlo al suolo. vorrei prendere a calci tutti i clienti che ho sullo stomaco, ma soprattutto vorrei sbattere al muro il mio capo.
ed ora mi rivolgo a te: non solo mi paghi una miseria, lasci tutte le rogne a me e ti sistemi i turni come ti sono più comodi, hai anche la faccia tosta di pretendere delle cose che non stanno ne in cielo ne in terra, ma soprattutto non hai nemmeno il coraggio di dirmi le cose in faccia e devo ascoltare cose assurde dai clienti che ovviamente mi riferiscono ogni singola parola di quello che tu dici perché di me si fidano, non di te. non ti rendi conto che se io me ne andassi, puoi anche iniziare a chiudere?!
sei talmente vigliacco e meschino che quasi mi vergogno per te, mi fai schifo, sei penoso.
la cosa che mi dà ancora più rabbia è che anche se pagato poco è l'unica sicurezza che ho a fine mese e quindi pensi di tenermi legato. perché tu lo sai bene maledetto bastardo.
forse però è arrivato il momento di non preoccuparmi più di questo, perché la soddisfazione di infamarti davanti a tutti i clienti è troppo forte, sono al limite. non sai quante volte avrei voluto prenderti per i capelli e spaccarti la faccia sul bancone, ripetutamente, fino a farti sanguinare e urlare.
aspettati una bella sorpresa dopo le feste...perché a natale siamo tutti più buoni...

Portrait & Urban

Allora gente: dal 9/01 al 15/01 2009 al Gloss di Roma ci sarà una mia personale.
Si tratta di lavori dell'ultimo anno fra ritratti e foto urbane; cose a mio giudizio molto interessanti.
Che dire vi aspetto numerosissimi!!! 4 chiacchiere e un drink...


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