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Stile o identità?

equilibriarte.org : Davide Bischeri : blog

scrittori

Flavio Soriga, Sardinia Blues, Bompiani 2008

"In questo libro ci sono nobildonne infedeli e ballerine lontane, canzoni rock e discoteche sul mare, trentenni laureati e pastori con la pistola, un testamento, un ospedale di Archway, un parrucchiere di Chelsea, un pollo salvavita, un ex tossico, uno scrittore mancato, delle trasfusioni, un rambo di provincia, una greca pisciaferro, la regina del Montiferru e alcune altre cose" ...

... cose che in piccola parte ho avuto la fortuna di respirare insieme agli stessi protagonisti del romanzo.



Andrea Simeone,"Recinto di porci", Pequoc 2007

Andrea Simeone ha realizzato un sogno perché è un "guerriero": "continua a combattere affinché le cose cabino". E' la persona più determinata che abbia mai conosciuto. Leggete "Recinto di porci, sentirete la denuncia urlata di un grande intelletto partenopeo, innamorato della sua terra. (PS: è anche un bravissimo fotografo, colui che mi ha fatto amare la fotografia).

Bergson mi ha sempre affascinato

(S)comparse

Sono immagini che giocano sulla duplicità antitetica dell’immobilità e della motilità. È l’essere vivente che si muove e lo fa presente all’obiettivo che lo “ferma” e ne fa perdere la comune percezione visiva. Altro protagonista implicito della serie è il tempo. La realtà vissuta è elusiva, non classificabile entro alcun sistema determinato; come indicò Bergson essa è più fluida della coscienza umana e il tempo percepito dallo spirito non coincide con quello misurato dai fisici. Ovvero la coscienza vive il presente prolungandosi in parte nel passato e in parte nel futuro, vive il presente abbracciando l'immediato passato e l'immediato futuro, nell'impossibilità di congelare il presente in un unico momento definito (il presente è il ricordo dell'immediato passato e l'anticipazione dell'immediato futuro). Il mosso dell’immagine fotografica ha dunque questa ardua intenzione, inserirsi tra l’immediato passato e anticipare l’istante futuro. Nel ricordo dunque dell’esperienza pittorica di Umberto Boccioni, il primo artista ad applicare nell’arte figurativa la filosofia bergsoniana, le mie immagini intendono prendere spunto da questo splendido connubio di pensiero e di arte.

Mostra fotografica dal 1 al 31 marzo 2008:



www.fashionroom.it/index_vot.php?leng=1

Prato, via del molinuzzo, 97 (zona macrolotto 1)

video_immagini


provo per la prima volta a mostrare un video di mie immagini sacre... forse è un po' lungo, ma ci terrei ad un vostro sincero parere.



it.youtube.com/watch?v=bUsETblAu1s

due parole in libertà, se permettete


Usciamo un po’ dal seminato, e iniziamo a buttar giù “parole in liberta” cercando, alla fine, di dargli un senso… Sarà una coincidenza, ma da quando ho il telefonino non visito più i musei come facevo una volta. È come se non avessi più il tempo per le sfumature, per i preziosismi… il mio orologio interno è assuefatto a ritmi più incalzanti, a sovrapposizione continue. La prospettiva presupponeva una distanza, uno spazio da riordinare, un tempo per andare da un punto a A ad un punto B. Adesso non ho né spazio né tempo: come ci ripetono da anni, il centro è perso, sparpagliato, come i cadaveri dopo lo scoppio di una mina. Fate presto. Per starci dietro ci vorrebbe un’arte tascabile, che non si vede nei musei o in galleria, ma che ci si porta dietro ovunque. Un’arte da recitare la sera come una preghiera o da ascoltare al telefonino. Un’arte da fare alla mattina, come gli esercizi di jogging. O da rispettare come una ricetta medica. E non saranno opere superficiali come uno strato di ombretto, come un velo di trucco. Anzi, saranno opere tragiche, che raccontano la mancanza di un tempo e di spazio e soprattutto che raccontano della minaccia che ogni giorno mette a repentaglio la mia identità, messa in scacco da tutti quelli che mi porto in tasca e mi dettano ordini, percorsi, orari e allo stesso tempo mi tengono vivo. Ecco, se avessi più tempo e più spazio, ora scriverei agli artisti contemporanei più importanti e gli chiederei di fare opere che ci parlano di tutto questo. Ma la scadenza è domani, e il telefonino a ripreso a squillare. C’è solo il tempo di buttare giù un rapido elenco, ricorrendo ai nomi più noti che voi tutti conoscete. Anche perché se scrivo troppo e strano, mi tagliano il pezzo. E allora è ancora tempo perso. Guardatevi Giotto, Masaccio, Dürer, Filippo Lippi, Pietro da Cortona, Watteu, Reynolds, Cézanne, Boldini, Medardo Rosso, guardatevi Boccioni, Picasso, Mondrian, Burri, Fontana e Kounellis.
Ad esser sincero, il significato di queste parole messe insieme mi sfugge, ma credo che voi, cari lettori, un senso a questo scritto lo troverete.


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