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Maurizio Chianello: “Primi amori” 

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Maurizio Chianello: “Primi amori”
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Olio su tavola
cm. 76 x 96
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Serie: "I fascini dell' adolescenza" - Collezione privata R. F, Roma

© 2007-2008 Maurizio Chianello


From current events: vernissage rendere possibile l'impossibile - palermo

critics

Sabina Meschisi 12/17/2007 01:26 PM
E I VOLTI?nn li fai mai apposta?quante domande che ti sto facendo?
Neve Valenti 12/20/2007 09:27 AM
Molto bello. Ma la coscia ammicca a un immaginario erotico pecoreccio i cui grandi rappresentanti sono Edwige Fenech e Gloria Guida. Quella non è una adolescente, ma è l'adolescente dei sogni erotici dell'uomo maturo.
Se non fosse per questo irritante particolare, sarebbe un'opera stupenda per compostezza e colore.
Maurizio Chianello 12/20/2007 10:08 AM
Cara Neve, ti ringrazio per gli "aggettivi qualificativi" con i quali hai inteso sostenere l' opera in questione ed, al riguardo, per quanto concerne il lato "cinematografico anni 70" che hai inteso imprimere alla figura rappresentata, sento il dovere di significarti quanto segue.
Anche se è la prima volta che l' occhio critico dell' osservatore (in questo caso avido) cade sul cosidetto "pecoreccio" trasudante dall' opera "Primi amori", (credimi, ne ha sostenute tante di critiche da operatori del settore!), l' adolescente raffigurata non fa parte di "un sogno erotico" (non lo potrei mai fare: amo le donne mature, oltre i 40) ma è l' espressione autentica della realtà poiché trattasi di una adolescente, oggi più che maggiorenne, con "nome e cognome", di anni 13 che, nel lontano 1990, in Baviera, mi ha gentilmente posato, con l' assenso dei suoi genitori, per la serie "I fascini dell' adolescenza". Se tu, poi, trovi troppo esuberante ed ammiccante la rappresentazione, io, purtroppo, non posso farci nulla; quello è solo un tuo malizioso problema nel quale non mi permetto assolutamente di entrare, sperando sempre che, alla fine, non si tratti di profonda "idiosincrasia" nei riguardi di una vera bellezza femminile.
Ti ringrazio ancora dell' attenzione prestatami e ti saluto augurandoti buon lavoro.
Maurizio Chianello 12/20/2007 12:12 PM
A volte è perché, come tu ben sai, un impatto violento di luce può dissolvere le forme, altre volte (anzi, il più delle volte) è perché non gradisco molto identificare, o confondere, i miei personaggi con quelli dettati dalla realtà.
Comunque, se hai tempo, ti rimando a quanto scritto dalla Ly DREHER, Giornalista, Critico d’ Arte, responsabile e curatrice delle recensioni artistiche del quotidiano “Suddeutsche Zeitung” di Monaco di Baviera (dall’ edizione del 9 maggio 1990) che troverai sul mio Sito Web alla pagina "I fascini dell' adolescenza".
Ciao e grazie per la visita.
Sabina Meschisi 12/20/2007 04:43 PM
ciao e grazie a te
Neve Valenti 01/15/2008 09:22 AM
Non fatico a credere che in molti abbiano criticato il lato ambiguo di questa sua opera, che per quanto lo si veli o ricopra di parole, rimane sempre un dato oggettivo.

Lei scrive 'l' adolescente raffigurata non fa parte di "un sogno erotico" (non lo potrei mai fare: amo le donne mature, oltre i 40) ma è l' espressione autentica della realtà poiché trattasi di una adolescente, oggi più che maggiorenne, con "nome e cognome", di anni 13 che, nel lontano 1990, in Baviera, mi ha gentilmente posato, con l' assenso dei suoi genitori, per la serie "I fascini dell' adolescenza".'
Io potrei anche rispondere che la modella ha posato perché le è stato chiesto di posare, oppure domandare quanto abbia contato la volontà del pittore nello scegliere quella posa, e quindi di riflesso quanto essa sia spontanea nel modo di fare dell'adolescente.


Lei poi scrive 'Se tu, poi, trovi troppo esuberante ed ammiccante la rappresentazione, io, purtroppo, non posso farci nulla; quello è solo un tuo malizioso problema nel quale non mi permetto assolutamente di entrare, sperando sempre che, alla fine, non si tratti di profonda "idiosincrasia" nei riguardi di una vera bellezza femminile. '
Maestro Maurizio, non sia in apprensione per me. Nonostante i modelli fisici e di comportamento dettati dalla società televisiva che tutti detestiamo a parole e adoriamo a fatti, io non ho idiosincrasie di sorta. Il personaggio del Fantasma dell'Opera, lo sfregiato che i belli per far pagare loro la sua bruttezza è una patologia più che altro da cinema. :)
Piuttosto è lei che, scegliendo un soggetto del genere come già David Hamilton, dovrebbe essere abituato a fare discussioni con soggetti che come me gli appongono queste argomentazioni (a meno che il suo pubblico non sia composto da pecoroni senza cervello, ma non credo) e dovrebbe sforzarsi di non cadere sul personale, cosa che rappresenterebbe una grande caduta di stile.
La saluto calorosamente,
Neve Valenti
Maurizio Chianello 01/16/2008 11:59 AM
Gentilissima Neve, per l’ etica dettata dalla mia estrazione educativa che mi spinge a non lasciare mai, senza seguito, un confronto ancora aperto ed assai lontano da una sua definizione (chissà se lo sarà mai), ancor più quando questo viene originariamente imbastito da una Signora, e per ritenere, altresì, doveroso rispondere alle risultanze scaturite da una Sua attenta e dettagliata analisi su alcuni “passi” contenuti nel mio precedente scritto, sono qui a tentar di gettare, una volta per tutte, la solita fatidica “pietra tombale” su tutto il contenzioso.
E questo, penso, sia doveroso, quando vedo inesorabilmente scivolare la questione, col fine di trovarne un qualsiasi possibile suffragio, addirittura, sulla “radiografia” delle azioni, degli atteggiamenti, delle allusioni, del pensiero in quel momento espresso sia dall’ Artista, sia dalla modella, se è stata lei a chiedere di posare oppure invitata dal sottoscritto, se il lembo della vestaglia si è aperto per caso o se è stato volutamente spostato dalla stessa adolescente o, con malizia, dall’ Artista, e così via con tanto di processo alle intenzioni.
Vede, gentile Neve, una critica, positiva o negativa che possa essere, espressa su un lavoro che, a qualsiasi livello, resta, pur sempre, una testimonianza di un momento importante dell’ Artista comunque da rispettare, può essere benissimo esternata utilizzando un lessico più appropriato alla bisogna, utilizzando, tra l’ altro, quella marea di sinonimi che la nostra amata lingua madre mette a disposizione, andando così a sopperire ad espressioni poco urbane e scarsamente eleganti.
Ciò per evitare che, poi, dopo aver scomodato, a riferimento di “una coscia ammiccante” che dà vita ad un “particolare irritante”, le pornodive degli anni 70 ed avermi messo gratuitamente “sul pennello” espressioni del tipo “pecoreccio” espresso in “sogni erotici dell’ uomo maturo”, una si debba addirittura risentire in quanto colpita “sul personale”, solo per il fatto che, chi scrive, abbia inteso, giustamente, contrapporgli il proprio pensiero al riguardo.
Comunque, “la caduta di stile”, penso che si intraveda già monte, sin dall’ inizio di questo piacevole scambio di sensazioni, confortata, peraltro, da quanto pocanzi sottolineato.
A questo punto, reputo qui conclusa la “discussione”, già abbondantemente sbandata fuori delle righe delineate dall’ “Arte Visiva” e prima che precipiti, rovinosamente, nell’ inconsistenza più assoluta.
Con la stima di sempre. Maurizio Chianello

Neve Valenti 02/26/2008 01:59 PM
Chiedo innanzitutto scusa per il ritardo nel leggere la risposta.
Non mi sembra che qui si cada 'nell’inconsistenza più assoluta'. Anzi, mi sembra che la conversazione stia prendendo una piega interessante.
Cosa costruiamo con l'arte della mimesi e cosa vedono gli altri nella nostra rappresentazione, quanto conta il vissuto nella percesione delle cose. Mi pare fosse Nietzsche (mi corregga se sbaglio, non sono filosofa) che diceva che non esistono fatti ma solo interpretazioni.
Certo il vissuto influisce tantissimo sulla percezione delle cose, ma questo non significa che io, 25 anni, anno 2008, sia vissuta guardando i film di serie B degli anni 70. E' abbastanza improbabile. Poi ho gusti del tutto diversi, a dirla tutta. Per me il massimo sono i pittori fiamminghi del '400.
Quello che volevo significare all'inizio di questa nostra aspra ma piacevole conversazione è che certi stereotipi, purtroppo, esistono e sono cose con le quali fare i conti, quando si affrontano certe tematiche.
Maurizio Chianello 02/28/2008 12:18 PM
Carissima Neve, nel ringraziarLa, innanzitutto, del suo scritto, torno solo, con queste poche righe, a rimarcare il mio “adamitico” intendimento che, a suo tempo, ho profuso, nel voler riuscire ad interpretare, al meglio, una delle “emozioni”, a mio vedere più affascinanti, che un’ adolescente possa vivere all’ inizio di quella naturale trasposizione che l’ accompagnerà poi, per mano, dalla pubertà a quello di donna, nella piena accezione del termine. E per arrivare a ciò, ho solo tentato di utilizzare gli strumenti più idonei alla bisogna, come, fra l’ altro, la scelta di un soggetto femminile vivente la realtà della tematica da percorrere, con tanto di sua originaria (e non forzata) struttura fisica, posta in un atteggiamento dalla stessa assunto in modo spontaneo al fine di rendere l’ interpretazione del momento, più naturale possibile. Altro intendimento, mi creda, non v’ è mai stato!
Comunque, ritrovandomi, in via di massima, in alcune sue adduzioni espresse pocanzi, posso pienamente convenire con Lei quando afferma che “….Cosa costruiamo con l'arte della mimesi e cosa vedono gli altri nella nostra rappresentazione, quanto conta il vissuto nella percezione delle cose. Mi pare fosse Nietzsche (mi corregga se sbaglio, non sono filosofa) che diceva che non esistono fatti ma solo interpretazioni….” , mentre sento l’ obbligo, ed il dovere, a nome dei grandi Maestri di Fiandra, di ringraziarLa per l’ attenzione che riversa nei loro confronti e della loro immortale Arte Fiamminga alla quale, peraltro, mi sento innatamente legato.
Con l’ immutata stima di sempre. Maurizio Chianello