Si, il pensiero è quella puttana oscena che vuol sempre farsi fottere - (Antonin Artaud)
Sunday August 31, 2008
Scopro a distanza di molto tempo che lo scrittore Mario Perniola nel suo libro "L'arte e la sua ombra" ediz.Enaudi- 2000 - da me letto recentemente, utilizza terminologie che mi sento di condividere parlando dello stato dell'arte contemporanea. In particolare nell'ultimo capitolo del libro "L'arte e il resto" si parla di una messa in luce di uno spazio che si definisce a un tempo come interno e come esterno: infatti la cripta è uno spazio compreso in un altro ma da esso rigorosamente separato " è il teatro generale di una manovra che si attua per evitare che la contraddizione si trasformi in catastrofe."
...Ma per Perniola, l'aspetto più inquietante dell'incorporazione criptica è la sua lucentezza, il suo splendore, . Essa è un tesoro nascosto che brilla soltanto nell'oscurità. La nozione di incorporazione criptica fornisce la possibilità di evitare il cinismo melanconico tuttavia al prezzo di " sprofondare in una cripta a cui è molto complicato accedere".
Ne risulta che il filosofo-artista diventerà un "criptoforo" cioé un guardiano di tombe. "Se acconsente di introdurre curiosi, seccatori o detective, sarà per riservare loro false piste e tombe finte".
Chi avrà diritto di visita sarà tuttavia introdotto non prima di passare attraverso filtri e manipolazioni.
Insomma una specie di iniziazione mi sembra appunto di capire.
Inutile dire che la concezione di Arte Criptica data alla mia ricerca artistica (già da tempo e ovviamente in modo autonomo) ha molti punti di contatto con ciò che si andava sopra esponendo da parte di altri pensatori e in particolare il Perniola. Poi ci sono sicuramente dei distinguo, infatti non è nella mia preoccupazione tenere alcuno distante da una qualunque mia opera, ma riguarda chi vuole, coscentemente o no esserlo. Lo stesso titolo del suo libro è molto indicativo della situazione attuale.
Amen
August 31, 2008 11:29 AM [edited: September 15, 2008 09:30 PM]
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Wednesday August 27, 2008
Le nostre verità, pensate o non pensate, dette o scritte, sono come lo yogurt : hanno sempre una scadenza.
August 27, 2008 06:59 PM [edited: August 27, 2008 07:01 PM]
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Thursday August 21, 2008
Trionfo
Sono morto in un lutto che s’alza e s’abbassa
un incalcolabile coito di ombra e di luce.
Fra le dita che tremano pochi margini restano
per l’inascoltato suicidio in parodia di carta.
E non per sfregolii di carne in trionfanti graticole
consumo del pianto il suo stesso dolore.
Fino in fondo sorseggio l’impotenza di un’arte
lanciata ora in marea ma in deserto assorbita.
Occhi occhi e occhi aprono nel tempo la pelle
ognuno a strappare il primo e l’ultimo arrivo.
Senza labbra il sorriso è ora un ghigno
non esprime non beve e non mangia.
E chi siete voi di me quasi uguali fantasmi
che illusori fra noi sdoppiate o unite la strada.
Mani fitte e strette in patti di rancido sangue
a formare una gabbia inchiodata a una belva.
Non vi avrò e non mi avrete come cavia parlante
fra cunicoli porte finestre e senza pareti le stanze.
D’aria un velo avvolge ogni frase d’opaco
toglie lucido e smalto a ogni volto che arriva.
Più non sono dov’ero né non resto per molto
ornamento frattaglia brandello o che sia .
La mia morte è un guerriero che avanza
luminosa armatura stretta come un’amante.
August 21, 2008 02:52 AM [edited: August 24, 2008 11:00 PM]
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Saturday August 9, 2008
FIGURE OLTRE LA SOGLIA - O DI LUCE
- appunti
Emergono in quello spazio dietro lo stato di veglia ma forse oltre il sogno, figure che di umano hanno solo un'incerto confine, figure formate esclusivamente da filamenti, membrane, occhi e bocche dai riflessi biancastri, immerse nel buio di un luogo in cui ogni energia non si consuma ma avvolge forme e corpi i cui confini e la cui vita non è altro che un groviglio di bagliori vibranti come pericolose meduse.
Qui ogni contatto è gioioso o urticante; il conoscere è immediato e ogni essere si plasma continuamente ad ogni esperienza vissuta. Questi "filamenti" si potrebbero definire "nervi scoperti", cioè antenne costantemente ricettive a cambiamenti creativi o distruttivi secondo logiche apparentemente irrazionali o comunque omogenee alla dimensione sottile di cui si tratta.
L'ambiente assume tonalità nere, (nero lucente) o umbratili, è uno stato d’essere in cui forme sottili crescono e si moltiplicano in senso causale rispetto alla dimensione densa dello stato di veglia.
Forme luminose prive di strutture fisse ma nutrite da bagliori la cui fonte sarebbe inutile cercare in qualche punto esteriore perché proviene dalla natura stessa di questi esseri.
La rigida struttura difensiva per le creature provviste di individualità è qui trasformata in chiarore, il pensiero diventa istantanea forma di luce mentre è abolito ogni ristagno di conflitto etico-morale. Solo il “vedere” e “l’essere” permangono in movimenti che si accentuano sul confine dove emerge “lo stato di sogno” fino a quello di veglia, mentre si placa misteriosamente sul versante dello “stato di sonno profondo”.
Le ho chiamate “Figure di luce* oltre la soglia”, ho in questo modo richiamato “Il guardiano della soglia”, immagine utilizzata da un certo ermetismo per descrivere il sorvegliante di una dimensione il cui ingresso è concesso solo se si attua una spogliazione di sé stessi (non è questione appunto di concetti morali). Solo l¹iniziato a questa tacita disciplina può sperare di entrarvi impunemente. Queste figure oltre la soglia o confine non sono che la la causalità invisibile degli esseri situati nello stato di veglia, alchemicamente si può parlare di ambiente mercuriale o argento vivo. Qui, in effetti, gli esseri si manifestano balenando riflessi argentei, lunari e la loro forma non è mai stabile ma è sottoposta ad un instancabile dinamismo.
Ciò che in realtà si vuole raffigurare è ciò che è invisibile, è quell’energia omnipervadente che entra ed esce liberamente dagli esseri, coagulandosi e sciogliendosi. E’ il soffio creatore, è la luce che brilla incompresa nelle tenebre.
Un’approccio conoscitivo diverso ma in fondo analogo lo si può avere forse se a livello di psicologia analitica si provano ad utilizzare alcune terminologie junghiane. Direi che l’espressione di “Ombra” può rendere in qualche misura il livello in cui si sviluppano queste figurazioni, anche se quel versante si riversa nel l’universo archetipale stesso: questa dimensione che si definisce come inconscio contiene infatti sia ciò che è radici per l’individualità fino a ciò che è sovrapersonale, è un piano, come si è detto, in cui il bene e il male non hanno quei riscontri etici che affiorano alla coscienza individuale essendo questa una dimensione di pura energia, causale e primitiva, come già si è accennato prima. D’altra parte si potrebbe dire in termini di cromatismo e prendendo in prestito altre terminologie junghiane, che l’io è sospeso con i suoi colori visibili al pari di un’arcobaleno fra le due colonne dell¹infrarosso e dell’ultravioletto, il primo come essenza del soma, il corpo e il secondo come psiche o archetipo.
Dovrò forse tornare a scrivere di questa dimensione, o linea di confine che avanza continuamente sfidando ogni sguardo indagatore del suo limite.
G. Billoni 22/09/2003
August 9, 2008 09:29 PM [edited: August 9, 2008 09:41 PM]
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